| Recensione di Fabio Massimo Arati: Lo scorso 3 aprile, a Roma, ho visto Edo salire sul palco della Stazione Birra intorno alle 20:30 e scendervi quattro ore più tardi, dopo aver suonato con altrettanti gruppi, quasi senza soluzione di continuità, nel contesto dell'"Ethereal Folk Festival".
Quando lo conobbi, diversi anni fa, rimasi colpito dalla passione, dalla semplicità e dall'umanità di questo straordinario, infaticabile violinista che - tra un ricevimento di matrimonio e l'altro - faceva vibrare il suo strumento nei concerti e nei dischi degli Argine. Poi sono venute le collaborazioni con gli Ashram, con le Corde Oblique di Riccardo Prencipe e infine - lo scorso anno - il suo debutto da solista, "Silent Prayers", pubblicato dalla Ark Records in poche centinaia di copie. Non sono passati neppure dodici mesi ed ecco uscire "Preludio", gioiellino strumentale in cui sono raccolti alcuni inediti ed altri episodi del precedente CD, riarrangiati con la complicità del chitarrista Fabio Gagliardo, il bassista Fabio Spadaro, il batterista Antonio Esposito e la pianista Martina Mollo. Pur muovendo da un classicismo-contemporaneo à la Wim Mertens, l'artista partenopeo non può prescindere dalla tradizione mediterranea in cui da sempre è immerso; pertanto spazia tra arie malinconiche ("Rose And Air"), irresistibili danze ("My Gogol") e oscure atmosfere cariche di tensione ("Dark Tango"). Un connubio perfetto tra genuino sentimento e accademica integrità.
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